L’accordo tra Lega e Pdl? Ancora pieno di misteri
Il documento è stato cambiato pochi minuti prima della conferenza stampa Fava attacca gli alleati: «Inciuciati col Pd. Alle elezioni saremo la loro alternativa»
di Nicola Corradini
«La partita di via Roma si è chiusa, ma il Pdl ha dimostrato di essere un partner inaffidabile a livello provinciale. Alle prossime amministrative saremo ovunque alternativi a loro». Ma non esagera un po’, Gianni Fava? Non è passata nemmeno una giornata dalla conferenza stampa in cui un sindaco sorridente annunciava in pompa magna l’avvenuta fine della crisi, circondato da assessori (compreso il leghista Chizzini), capigruppo e presidente del consiglio dritti come corazzieri, e subito il parlamentare leghista gli guasta la festa dicendo che il suo partito, il Pdl, non è affidabile. E’ vero che l’accordo, in realtà, non è ancora stato firmato. E’ vero anche che pochi minuti prima della conferenza stampa dell’altro ieri qualcuno si è accorto che nel testo del documento erano spariti, come fosse un gioco di prestigio, tutti i riferimenti temporali alle operazioni legate alla Valdaro Spa e ad Aster, rischiando di far saltare l’appuntamento con la stampa. Insomma, è vero che dietro le quinte questo accordo che ancora non si vede sembra un po’ troppo pieno di pecche, distinguo e punti irrisolti per essere il frutto di quasi due mesi di confronto tra le parti, ma è anche vero che il rientro della Lega in aula e in sala giunta sembra ormai assodato. «Guardi, io non ho cambiato idea – dice Fava – in via Roma dovremmo essere all’opposizione, ma rispetto la decisione della Lega di città che con questo accordo ottiene un’indiscutibile vittoria politica. In via Roma la partita è chiusa, anche se va notato il fatto che per il momento non c’è nessuna firma leghista su alcun accordo. Ma quanto accaduto all’assemblea del Parco del Mincio conferma che questo Pdl è un partner assolutamente inaffidabile e che è sempre pronto a trovare l’intesa con il centrosinistra e il Pd. E allora alle elezioni amministrative facciano l’alleanza col Pd, noi saremo alternativi a loro ovunque e non solo nei comuni principali. Hanno visto tutti l’inciucio tra Carlo Maccari e Alessandro Pastacci sulla presidenza del Parco. E’ chiaro che esponenti importanti del Pdl, Alessandro Beduschi ad esempio, non ritengono importante mantenere la Lega come alleato».
Ma il Pdl sta andando a congresso, non è saggio attenderne gli esiti prima di rompere? «Ah, il congresso...beh, ma quello è un congresso farsa – replica il leghista – hanno deciso tutto a Milano e il bello è che qui a Mantova non cercano nemmeno di nasconderlo. L’unico a muoversi è Gilberto Sogliani. Simpatica iniziativa la sua, ma non cambia il fatto che quel congresso sarà una farsa. Per noi cambia nulla, alle amministrative ci schiereremo sempre in alternativa al Pdl. Lo hanno voluto loro».
fonte: Gazzetta di Mantova
Salta il bavaglio al web 365 voti per gli emendamenti
fonte: www.repubblica.it
La norma introdotta in commissione alla Camera su iniziativa della Lega è stata cassata dall'Aula con l'approvazione di sei identici emendamenti soppressivi, che hanno cancellato il discusso articolo 18 del testo. Di Pietro: "Grande vittoria". Pd, Fli e Radicali esprimono soddisfazione
ROMA - Salta dalla legge comunitaria la norma, battezzata 'bavaglio al web', secondo la quale un qualunque soggetto interessato avrebbe potuto chiedere al provider la rimozione su internet di informazioni da lui considerate illecite o la disabilitazione dell'accesso alla medesima.
La norma, che era stata introdotta in commissione alla Camera su iniziativa del leghista Gianni Fava, è stata cassata dall'Aula con l'approvazione di sei identici emendamenti soppressivi presentati da Pdl, Idv, Fli, Api, Pd e Udc. Gli emendamenti hanno cancellato l'intero articolo 18 del testo e sono passati con 365 voti a favore, 57 contrari e 14 astensioni.
Legge italiana contro siti web P2P e non solo proposta da On. Fava ispirata alla SOPA USA
fonte: webmasterpoint.org
L’avvocato Guido Scorza segnala una nuova iniziativa parlamentare che rischia di configurarsi come la più aggressiva e pericolosa forma di censura al web sinora registrata in Italia. Una SOPA tricolore.
Una nuova minaccia per l’Internet italiana. Che rischia di produrre probabilmente la «più aggressiva e pericolosa forma di censura al web sin qui registrata in Italia». A puntare i riflettori sull’emendamento presentato al testo della Legge Comunitaria 2011 dal parlamentare della Lega Nord Giovanni Fava è l’avvocato Guido Scorza.
Cosa prevede l’emendamento proposto da Fava? Che chiunque, risponde Scorza, possa chiedere a un fornitore di servizi di hosting (per esempio YouTube) di rimuovere qualsivoglia contenuto pubblicato online da un utente sulla base del semplice sospetto che lo stesso violi la normativa in materia di diritto d’autore. Se, inoltre, il provider non dovesse ottemperare alla richiesta, potrà essere ritenuto responsabile. L’emendamento è stato approvato dalla Commissione per le Politiche Comunitarie. E sembra ricalcare, evidenzia Scorza, l’impianto del disegno di legge in discussione dinanzi al Congresso degli Stati Uniti d’America, e noto come SOPA. Acronimo che sta per Stop Online Piracy Act.
Quanto proposto da Fava rischia di mettere il bavaglio ai cittadini che, attraverso Internet, esprimono il proprio pensiero, manifestano i propri convincimenti, condividono documenti, immagini e video che possono risultare scomodi per qualcuno. In sostanza, imporre a un hosting provider di rimuovere qualsivoglia contenuto segnalato dai presunti titolari dei diritti, senza l’intervento di alcuna Autorità giudiziaria o amministrativa, consentirebbe a «chiunque voglia far scomparire un contenuto “scomodo” da Internet» di segnalare il contenuto stesso come illegittimo.
C’è dell’altro, rende noto l’avvocato Scorza. L’emendamento, infatti, sottrae all’ambito di applicazione del regime di responsabilità voluto dal legislatore europeo l’hosting provider “che metta a disposizione del destinatario dei suoi servizi strumenti oggetto del presente decreto, o comunque fornisca o presti a suo favore, anche strumenti o servizi ulteriori, in particolare di carattere organizzativo o promozionale, ovvero adotti modalità di presentazione delle informazioni non necessarie ai fini dell’espletamento dei servizi oggetto del presente decreto, che siano idonei ad agevolare o a promuovere la messa in commercio di prodotti o di servizi ad opera del destinatario del servizio”. Cosa significa, nella pratica? Che chiunque faccia pubblicità a una attività che in seguito venga accertata essere in violazione del diritto d’autore debba rispondere, per così dire, di “favoreggiamento”, spiega Scorza.
La #Fava a noi non piace. Nuovo bavaglio alle liberta’?
24 gennaio 2012, 16:45
Un deputato della Lega Nord, tal Gianni Fava ha proposto una norma che introdurrebbe molte delle restrizioni alla libertà di Internet proposte (e affondate) negli Stati Uniti (SOPA ndr.).
Noi però non abbiamo Google o Wikipedia a dissentire, per questo domani alla Camera si andrà al voto (indisturbati) su questo emendamento.
Ma in cosa consiste? Ne fa un’analisi Valigia Blu, di cui riportiamo uno stralcio:
Andiamo per ordine, l’attuale normativa (decreto legislativo 9 aprile 2003 n. 70 in attuazione della direttiva 2000/31/CE) che regola la responsabilità degli intermediari della comunicazione, cioè le aziende che forniscono servizi online, dall’accesso alla rete agli spazi web, stabilisce che questi ultimi non sono responsabili per i contenuti illeciti immessi dagli utenti sui loro server, se non ne hanno consapevolezza e se una volta venuti a conoscenza della presenza di tali contenuti illeciti da parte delle “autorità competenti” (da intendersi la magistratura), li rimuovono prontamente.
L’emendamento Fava aggiunge (rif. Pag 170) a tale precetto l’obbligo di rimuovere i contenuti medesimi anche a seguito di comunicazione da parte “di qualunque soggetto interessato”.
E non basta, ulteriori modifiche all’articolo 16 del decreto summenzionato introducono l’obbligo, da parte del fornitore di servizi online, di adempiere ad un generico “dovere di diligenza che è ragionevole attendersi da esso”, al fine di individuare e prevenire taluni tipi di attività illecite. In particolare si prevede espressamente l’adozione di filtri diretti ad impedire l’accesso alle informazioni o ai contenuti illeciti eventualmente presenti sui server del provider, o a contenuti diretti anche solo “ad agevolare la messa in commercio di prodotti o di servizi” i quali, sulla base della norma, si dovrebbero presumere illeciti perché abbinati a parole chiave (keyword) che negli usi normali del commercio indicano abitualmente prodotti non originali.
Read more: http://www.draft.it/cms/Contenuti/la-fava-a-noi-non-piace-nuovo-bavaglio-alle-liberta#ixzz1kSbMB952
Se un emendamento mette il bavaglio al web
Contro la censura all’italiana. Uno schieramento trasversale. Per cancellare l’emendamento Fava. Ovvero la norma, inserita nella legge Comunitaria, che prevede la possibilità per chiunque di chiedere a qualsiasi hosting provider la rimozione dei contenuti pubblicati in rete. Un emendamento soppressivo è stato presentato da deputati di tutti i partiti, per eliminare una misura, sottolinea Roberto Rao, dell’Udc, tipica «degli Stati totalitari». Per Luca Nicotra, segretario di Agorà Digitale, si tratterebbe di «una rimozione selvaggia di contenuti in base ad una semplice segnalazione». E Antonio Palmieri, responsabile internet del Pdl: “la convinzione che Internet sia un bene da tutelare appartiene a tutte le forze politiche”.
#nofava. In rete l’emendamento Fava è stato già ribattezzato il “Sopa italiano”. E la mobilitazione è scattata subito. Per Articolo 21 eIl Futurista “il ‘Fava’ è peggiore del Sopa americano, che almeno prevede l’intervento di una autorità competente. E poi a chi spetterebbe il compito di stabilire il confine tra lecito e illecito? E secondo quali criteri?”. E l’iniziativa “Contro il bavaglio al web” è già partita. Oltre ad Articolo 21, Il Futurista e Agorà Digitale, in prima linea anche Libertiamo. E proprio Agorà Digitale ha lanciato #nofava – No al bavaglio a internet e al Sopa italiano. Si tratta di una petizione per “abrogare dalla legge comunitaria l’emendamento che, in contrasto con le direttive europee vuole obbligare i siti web a controllare preventivamente i contenuti pubblicati dagli utenti, rimuovendoli in base ad una semplice segnalazione di una parte interessata”. E se la difesa del diritto d’autore resta una questione aperta, “questa non può avvenire a scapito dei diritti degli utenti e degli hosting provider (siti come Wikipedia, Google, Facebook) che saranno costretti ad una rimozione selvaggia di contenuti”.
Qui la pagina Facebook #nofava. Qui “Chi è contro la Sopa italiana” sul blog Il Nichilista di Fabio Chiusi. E qui l’analisi di Guido Scorza.
Ecco chi sono gli onorevoli a tutti i costi
Nome per nome, deputati e senatori che hanno mantenuto il doppio incarico
fonte: http://www.repubblica.it
Festa Lega, cantante cita Tricolore e Bossi gli risponde cosi’
Guarda il video
Un gesto che non piacerà al presidente della Repubblica. Il Senatur sul palco a Besozzo, circondato dai suoi, si lascia andare. Offende l'artista, ma sicuramente anche il nostro Paese.
Il cantante invoca "l'Italia, il Tricolore, la nostra bandiera" e il senatur Umberto Bossi, dopo un "ooohhh" di disapprovazione con gli altri leghisti sul palco, gli mostra, come da tradizione, il dito medio. E' accaduto domenica sera durante la festa della Lega Nord a Besozzo, nel Varesotto, dove l'animatore sul palco ha voluto provocare così Bossi e gli altri compagni di partito che stavano salutando il pubblico (il ministro Roberto Calderoli, il senatore Fabio Rizzi e il consigliere regionale Giangiacomo Longoni). E la risposta - come dimostrano queste immagini - non si è fatta attendere
fonte: http://www.repubblica.it (video VaresePress)
Referendum, ok dalla Cassazione si votera’ anche sul nucleare
Decisione a sorpresa della Suprema corte che boccia il tentativo del governo di cancellare il quesito sul ritorno all'energia atomica. Resta da capire se ci sono i tempi tecnici per andare alle urne il 12 e 13 giugno. Dalla Agcom richiamo alla Rai: "Sui quesiti informazione insufficiente, bisogna rimediare"
fonte: www.repubblica.it
See you mr. Bean (John Bean)
Gianni Fava (in inglese John Bean per uno strano scherzo linguistico) merita una bella vacanza.
Gianni Fava (di)scaricato?
Il Presidente del Consiglio, nonché leader nazionale della coalizione che sostiene Gianni Fava, ha detto che i candidati del centrodestra nei vari ballottaggi sono deboli. Si riferiva forse anche a Gianni Fava?
E la Lega evoca la pulizia etnica, volantino shock a Mantova – Foto
Il volantino in fronte retro riporta il simbolo elettorale della Lega Nord, intitolato “PULIZIA ETNICA”, è stato distribuito in provincia di Mantova.
NO COMMENT
fonte: violapost.wordpress.com
LO SMANTELLAMENTO DELLO STATO SOCIALE
Il deputato Giovanni Fava ha detto “SI”a:
meno servizi per i disabili, meno aiuti agli anziani, un taglio ai programmi d´integrazione per gli immigrati, le politiche per l´infanzia e per la famiglia.
La manovra per il 2011 è lascerà un pesante segno sulle politiche di assistenza messe in atto dai comuni. Dal 2008 ad oggi i dieci principali canali d´investimento (dal fondo per l´affitto a quello per i servizi d´infanzia) hanno subito una riduzione del 78,7 per cento: dai 2 miliardi e 527 milioni stanziati quattro anni fa si è passati ai 538 milioni di oggi.
Alcuni capitoli di spesa sono stati semplicemente azzerati: il fondo per i non autosufficienti, per esempio, l´anno scorso aveva ottenuto 400 milioni di euro, quest´anno non è stato rifinanziato.
Stessa cosa per i servizi d´infanzia: dai cento milioni dell´anno scorso (investimenti che il governo aveva finalizzato soprattutto all´apertura di nuovi asili nido) si è passati all´azzeramento per il 2011.
Il fondo per le politiche sociali - che è un po´ il padre di tutto i fondi - ora può contare su meno di 274 milioni, solo tre anni fa erano il triplo.
Quello per le pari opportunità è stato riportato in vita in extremis dal decreto Milleproroghe: la Finanziaria vi aveva depositato solo 2,2 milioni, ora sono 17,2. Poca cosa rispetto agli oltre 64 del 2008.
SOLDI AGLI ALLEVATORI DISONESTI TOLTI AI MALATI DI CANCRO
Il deputato Giovanni Fava ha detto due volte “SÌ”:
- alla salvaguardia degli interessi di quanti, non in regola con i pagamenti delle multe sulle quote latte, espongono l'intero settore zootecnico e il Paese al discredito ed alle pesanti sanzioni monetarie previste dall'Unione europea.
- al taglio dei finanziamenti alle Associazioni Provinciali di Allevatori onesti, a cui sono demandati i compiti per il miglioramento genetico della zootecnia, la sicurezza alimentare, il benessere alimentare e rilanciare la competitività delle nostre stalle, sempre per finanziare la proroga del pagamento delle multe per le quote latte.
La questione delle quote latte è stata affrontata prima con il decreto-legge 78/2010 con l'obiettivo dichiarato di far fronte alla grave crisi in cui versa il settore lattiero caseario, in realtà si continua ad intervenire con modalità che non premiano la legalità, la trasparenza ed il rispetto delle regole. Recentemente, con l’approvazione del decreto-legge n. 225/2010, cosiddetto “Milleproroghe”, il Governo ha trovato altri 5 milioni per la sospensione dei pagamenti delle quote latte.
Con il suo secondo “SÌ “, il deputato Giovanni Fava ha detto a 38 mila lavoratori e imprenditori italiani: froda la legge e sarai aiutato. Vi sono 38 mila italiani che non hanno frodato la legge rispetto a 100 amici degli amici che la legge l'hanno frodata e che si trovano un regalo di 5 milioni.
Ma la cosa peggiore delle quote latte è questa: cinque milioni la cui copertura, come risulta dalle schede allegate al provvedimento, è presa dall'articolo 1, comma 40, quarto periodo, della legge n. 220 del 2010, che detto così vuol dire poco. Peccato che questa legge serva ad assicurare il finanziamento dell'assistenza e della cura dei malati di cancro.
Per questa norma gli italiani devono quindi ringraziare la Lega e il suo deputato Giovanni Fava che ha deciso di tutelare alcuni allevatori-evasori anche a costo di decurtare le risorse per malattie gravissime tumorali. Tra gli evasori e i malati terminali il deputato Giovanni Fava ha scelto. Lui tutela i primi, gli ammalati di cancro si arrangino.
640 MILIONI PER RIPIANARE I DEBITI DI ROMA E CATANIA: il deputato Giovanni Fava ha detto “SI”
Il deputato Giovanni (detto Gianni) Fava ha votato SI all'erogazione di finanziamenti per 640 milioni di euro per sanare i bilanci dei comuni di Catania e Roma, in deroga al quadro normativo per gli enti locali in dissesto finanziario, peraltro prelevando tali risorse dal Fondo per le aree sottoutilizzate con ciò contraddicendo ogni prospettiva di introduzione del federalismo fiscale e di una corretta gestione dei fondi pubblici. Un premio per gli amministratori disonesti a scapito di coloro che fanno i salti mortali per far quadrare i conti.
Gianni Fava e Ivan Gualerzi rinviati a giudizio
Ieri mattina il gup ha disposto il rinvio a giudizio per il reato di diffamazione nei confronti di Gianni Fava, candidato alle provinciali per il centrodestra e Ivan Gualerzi, segretario viadanese in carica della Lega. I due andranno a processo per diffamazione il prossimo 15 marzo 2012.
fonte: La Voce di Mantova, 24/05/2011
Tagli alla scuola: GIANNI FAVA vota SI
"prof, la Gelmini suggerisce!" - "Gelmini zitta! ...e lei Fava, faccia uno sforzo: dica qualcosa di suo!"
Il deputato Giovanni Fava ha detto “SI”:
- ai tagli per la Lombardia di 1.262 docenti per la scuola primaria per l’anno scolastico 2011/2012
- ai tagli di 2.415 posti docenti e 1.628 di personale ATA nelle scuole secondarie.
- alla riduzione conseguente del tempo pieno
- al fatto che i gruppi mensa sono stati costruiti in ragioni di “ristrettezza” riferendosi ad una media regionale come se per tali servizi si possa prescindere, in loco, dal numero di allievi che ne hanno fatto richiesta;
- al fatto che non esiste certezza circa la riduzione degli alunni per classe in caso di presenza di alunni diversamente abili;
- al mancato rispetto alle norme in materia di edilizia e sicurezza;
- al fatto che il rapporto medio alunni per classe nazionale, obiettivo fissato dalla finanziaria, e pari a 21,95, in Lombardia sale a 22,26 e il numero nazionale medio alunni per classe pari a 21,79 in Lombardia sale a 22,26.
In questi ultimi anni, al di là degli enormi tagli di risorse umane (oltre 100 mila posti in meno) e finanziarie (ridotte di circa 8 miliardi di euro) è mancato un progetto complessivo per la scuola italiana. La scuola primaria, in particolare, era una delle migliori nelle classifiche internazionali, ma tutto questo non ha avuto alcun peso in scelte politiche imposte dal ministro Tremonti e orientate esclusivamente al contenimento dei costi.
Ministeri al Nord, Bossi fa la pernacchia a Formigoni
Una sonora pernacchia: è il commento di Umberto Bossi alla posizione del governatore della Lombardia Roberto Formigoni secondo il quale "a Milano i ministeri non servono".
fonte: http://www.repubblica.it
Tagli ai fondi per le bonifiche: GIANNI FAVA VOTA SI
...e addio al risanamento del polo chimico di Mantova da lui (il Fava) tanto sbandierato
In tema di tutela e conservazione del territorio e delle risorse idriche, trattamento e smaltimento rifiuti, bonifiche, in particolare sulla riduzione degli gli stanziamenti per gli interventi per la tutela del rischio idrogeologico e relative misure di salvaguardia la cui dotazione passa da oltre 40 milioni di euro a 31 milioni di euro; sono ridotte di 9 milioni di euro le dotazioni per la costruzione, sistemazione, riparazione e manutenzione di opere idrauliche e per interventi di sistemazione dei suolo, nonché per l'apprestamento dei materiali e per le necessità più urgenti in caso di pubbliche calamità.
La maggior parte della consistente riduzione degli stanziamenti del programma è dovuta all'azzeramento della dotazione del capitolo 7509 «Finanziamento di interventi urgenti di perimetrazione e messa in sicurezza, bonifica, disinquinamento e ripristino ambientale» relativa ai canali portuali di grande navigazione della Laguna di Venezia-Porto Marghera, nonché per gli interventi di risanamento del polo chimico Laghi di Mantova.
Formigoni da’ ragione a Pastacci.
Contrariamente a quanto sostenuto dal leghista Fava, che da settimane ripete in maniera ossessiva il ritornello sull’esigenza di avere omogeneità politica tra Provincia e Regione, il Presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, ieri a Radio24 ha rilasciato una dichiarazione che lascia pochi dubbi in merito: "La mia cultura è istituzionale al cento per cento - dice Roberto Formigoni - ho collaborato in passato con sindaci e con presidenti di provincia di diverso colore politico, con governi di diverso colore politico. Io mi batto in campagna elettorale per convincere i miei concittadini a fare la scelta che ritengo più opportuna per il territorio, dopo di che - aggiunge - il giorno delle elezioni si pronunciano i cittadini e il giorno dopo le elezioni io collaboro con colui o con coloro che i cittadini mi indicano".
Gianni Fava e la (in)tolleranza
Senza dialogo non si va da nessuna parte, il mondo cattolico è chiamato a una scelta
Il sindaco di Mantova è entrato a pieno diritto nel novero degli amministratori fantasiosi. Merito dell’ordinanza contro l’accattonaggio che ha indignato la Chiesa locale. “A qualcuno vedere i nostri fratelli che allungano la mano per chiedere il pane può creare fastidio”, è intervenuto in proposito il vescovo mantovano Roberto Busti. “Tuttavia – ha proseguito - siamo chiamati a risolvere i problemi, non a eliminare i fastidi. Un’ordinanza anti-mendicanti serve solo a nascondere la povertà”.
Nello specifico, non possiamo che concordare con Busti. Di questo passo, per dire, potremmo ritrovarci ordinanze contro gli anziani: non si fanno superare sui marciapiedi, impiegano ore a contare le monetine alle casse dei supermercati, intasano gli sportelli alle poste, sbancano l’Inps. Gli anziani sono davvero irritanti. Oppure, perché no, ordinanze contro i bambini o contro i portatori di handicap: non fanno una mazza e sono noiosi.
Ovviamente, a rincarare la dose, è arrivato il Meterazzi di sostegno, onorevole Gianni Fava, che con la sua consueta cifra stilistica è entrato a gamba tesa sugli stinchi dell’alto prelato: “Busti? Se vuol fare politica, si candidi alle elezioni!” Ecco, fermiamoci su questa ardita locuzione: “Se vuol fare politica, si candidi alle elezioni!” No, niente analisi logica: la frase è illogica. Si badi, piuttosto, al retroterra culturale che sta dietro questa sferzante dichiarazione. Beh, non esageriamo: si badi al retroterra e basta. Seguendo lo stesso metro, Nanni Moretti, criticato da Busti per il suo Habemus Papam, avrebbe dovuto rispondere: “Busti? Se vuol fare cinema, si iscriva al Dams!”
Non si dica che i politici sono tutti uguali. La stilettata di Fava al vescovo è perfettamente in sintonia con Bossi e La Russa che urlano parolacce alla terza carica dello Stato; collima con quella di un Presidente del Consiglio che attacca prima la Magistratura, poi la Corte Costituzionale, poi il Capo dello Stato, poi i giornalisti, poi gli insegnanti; aderisce alla perfezione a quella dell’arcigno ministro che offende gli statali (fannulloni), i piloti Alitalia, i medici, i bidelli e via di questo passo. La risposta di Gianni Fava è la risposta tipica di una politica fatta apposta per dividere, per spaccare la società, per mettere gli uni contro gli altri, per spargere fiele, per avvelenare il tessuto democratico. E’ la politica nella quale le persone di colore diventano “bingo-bongo”, dove bisogna imbracciare i fucili o sparare sulle navi dei migranti. E’ la politica in cui l’altro, ossia tutto ciò che non è se stessi, è un nemico.
No, non è necessario che il vescovo Roberto Busti entri in politica. E’ sufficiente che il mondo cattolico colga dove vige la tattica del dito medio sguainato e dove, al contrario, si trova il dialogo come metodo politico. Fava e i suoi epigoni parlano alla pancia della gente (spesso in modo scurrile); Alessandro Pastacci e i partiti della compagine che lo sostiene preferiscono di gran lunga rivolgersi ai cervelli, coi quali è più piacevole conversare. Il ballottaggio non è solo tra Fava e Pastacci, ma tra queste due visioni antitetiche della società e della politica.











